PANCHINE MACHIAVELLICHE

Stimato Direttore,

Le scrivo per avanzare una critica nell’interesse dei Fossanesi e della Città stessa. Come Lei ben saprà è da lungo tempo affiorata la necessità di disporre di alcune panchine sotto i portici di Via Roma: causa perorata in particolare da alcuni pensionati fossanesi che giustamente lamentavano la mancanza di luoghi di sosta lungo la via maestra. L’amministrazione comunale ha prontamente dato ascolto a tale esigenza e ha concretizzato una soluzione in tempi che, mettendo in conto i soliti freni burocratici, potremmo definire relativamente brevi. E’ questa una dinamica con cui non tutti i comuni hanno familiarità, in quanto non succede ovunque che ad una esigenza dei cittadini corrisponda una quasi immediata soluzione. Per questi motivi trovo l’iniziativa comunale assai lodevole.

Tuttavia, in veste di cittadino, studente e appassionato di architettura, mi permetto di dissentire sulla scelta degli arredi effettuata dall’Ufficio Tecnico e vado a darne le motivazioni. Sfortunatamente, per operare in un centro storico, non esiste libro sulla storia dell’arredo urbano a cui ispirarsi; tuttavia, dato che questo è nato solamente nell’Ottocento, basterebbe dare un’occhiata a qualche vecchia cartolina per risalire alle fattezze degli arredi originari che tutta l’Italia copiava all’allora capitale Torino. Alcune panchine d’epoca, ancora presenti a Fossano, sono riconoscibili perché formate da una struttura leggera in ferro fissata a terra e delle asticelle di legno orizzontali che fungono da seduta e schienale. Caratteristiche di grande funzionalità perché, quando una di queste panchine si usurava, non era necessario installarne una nuova: le asticelle di legno potevano essere riverniciate o sostituite in breve tempo e senza costi proibitivi. Quelle d’epoca erano quindi panche ideali: economiche, di facile manutenzione, comode ed esteticamente gradevoli.

Viceversa, le panchine scelte dal nostro Ufficio Tecnico sono in pietra e senza schienale, volendosi forse ispirare [nella migliore delle ipotesi] ad un tipo di arredo presente storicamente in luoghi panoramici come il Viale Mellano. Ora, tolto il fatto che il traffico di Via Roma non è panoramico, le panchine in corso di installazione non soddisfano alcun requisito sopracitato né rispondono pienamente alle esigenze dei cittadini: il granito chiaro, oltre a non essere affatto economico, si presta a macchie e scritte di ogni genere la cui eliminazione, quando possibile, risulta difficile e dispendiosa; in più la mancanza di uno schienale garantisce scomodità specialmente agli anziani [coloro che per primi le avevano richieste], mentre l’effetto estetico complessivo è da molti considerato stridente: ritengo infatti che fosse più opportuno rispettare il gradevole gioco di pieni e vuoti che da secoli caratterizza le facciate porticate di Via Roma, scegliendo delle panchine leggere di forma tradizionale, invece che dei blocchi tozzi di forma aliena al contesto.

Concludendo: il fine era lodevole…Ma così tanto da giustificare l’inadeguatezza di questi mezzi?

Credo proprio di No.

G Ch

da «La Fedeltà», 14 Giugno 2006, p. 41

~ di fossanoinvisibile su 14 Giugno 2006.

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