Re: “Movicentro: tre cose da salvare”……TUTTO CIO’ CHE HA VALORE NON VERRA’ DEMOLITO
Egregio direttore,
vorrei rispondere alla lettera dal titolo “Movicentro: tre cose da salvare”, pubblicata sullo scorso numero de “La Fedeltà”. Il lettore ci suggerisce, in particolare, di non rimuovere o comunque di conservare e riutilizzare in altro sito la fontanina in ghisa e il lampione, nonché la fontana in pietra collocata nell’area verde dietro al chiosco.
L’ipotesi di recupero del lampione e della fontanina, per la verità, è stata presa in considerazione dall’Ufficio sin dall’inizio dei lavori, ragion per cui, se anche non sarà possibile mantenerli in loco perché non conformi al progetto Movicentro, verranno ugualmente preservati dalla demolizione e conservati nel magazzino comunale in attesa di altra sistemazione.
Più difficile appare invece il recupero della fontana monumentale, che potrà essere valutato nella sua fattibilità solo in fase di esecuzione dei lavori e solo in rapporto alla possibilità di assicurarne l’integrità nella delicata fase di smontaggio.
Ricordiamo, in ogni caso, che l’intervento complessivo di riqualificazione dell’area della Stazione presenta elementi decisamente qualificanti come la costruzione di un nuovo fabbricato, il recupero del vecchio serbatoio dell’acqua per i treni a vapore, una nuova pavimentazione con alternanza di verde e una diversa illuminazione pubblica, con soluzioni architettoniche ingegnose e rispettose dell’identità del luogo.
Mi preme ancora ricordare che – a prescindere dai suggerimenti dei cittadini, comunque sempre ben accetti – il dipartimento Lavori Pubblici provvede regolarmente, in tutti gli interventi, a valutare quali elementi possano essere recupeerati e quali no, sottraendo alla demolizione tutti quell iche possono essere riallocati in altra sede. Così è stato fatto per la pavimentazione e per gli stalli del Foro Boario, per le fioriere di Piazza Castello, per i lampioni restaurati e risistemati sul sagrato del Duomo, per le lastre in pietra recentemente smontate attorno ai bagni della Stazione. Non sempre, tuttavia, è possibile o ragionevole conservare in loco l’intero patrimonio esistente, specialmente se il prezzo da pagare comporta lo stravolgimento del progetto originario in mancanza di ragioni storico-artistiche sufficientemente valide.
Cordiali saluti.
L’assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Paglialonga
da «La Fedeltà», 4 Ottobre 2006, p. 39

Lascia un commento